sabato 17 ottobre 2009

Cronache dei 100 giorni Palafiori

Vorrei iniziare un post così... C'era una volta... una Ministra della Salute che si chiamava Livia Turco che venne qui da noi in Sanremo sabato 20 ottobre 2007 perché invitata ad un Convegno dal titolo: 'La ricerca sul cancro e le sue applicazioni cliniche'. Oltre lei naturalmente c'erano scenziati e ricercatori di alto livello come Giuseppe Biamonti dell'Università di Pavia e dirigente CNR... La Turco arrivò alle 15,42 davanti al nudo Palafiori che non si aspettava una così tal visita, altrimenti si sarebbe vestito della festa... Avrebbe chiamato 'il Cammino' per dissodare le aiuole e 'Sanremo Città Giardino' per mettere abbondanti fioriere e piante a piramide sparse qui e là... Inoltre un paio di ragazzi con spatole a togliere la sporcizia sulle colonne blu di sostegno, anche... Certo il tutto comportava una quindicina di persone a lavorare per 4 o 5 giorni ma, vuoi mettere per una Ministra? Eppoi, via, cosa vuoi che costasse il tutto? Si poteva fare questo ed altro... tanto allora pagava Borea. O no? Dimenticavo... Non c'era ancora Zoccarato che avrebbe sentenziato sui 14 punti promessi alla cittadinanza in campagna elettorale nei primi 100 giorni, punti amari per la città che Lui e la sua squadra avrebbero liquidato in quattro e quattrotto... Ghe pensi mì...(...come coda al Convegno). Forse è stato meglio così... a scanso di brutte figure. O no? Insomma. C'è Ministra e Ministro, due pesi uguali, due misure diverse. Così va l'Italia di oggi ottobre 2009... Stretta la foglia, larga la via, dite la vostra che ho detto la mia..."
Alfredo Schiavi

Una città senza casco

L'11 ottobre scorso era la 'Giornata dedicata alle vittime sul lavoro' (le cosiddette 'morti bianche'). Bene, ho inviato negli ultimi 10 giorni all'Assessore ai Lavori pubblici di Sanremo, Umberto Bellini, (che mi dicono una persona attenta, efficente e premurosa nei confronti dei cittadini che a Lui si appellano...) due mail in cui chiedevo di controllare l'operato delle Imprese Edili che operano per conto del Comune, tipo via Matteotti e corso Mombello, su come facevano osservare ai loro operai le norme di sicurezza sul lavoro. Da dieci giorni non ho risposte. Nelle stesse mail ricordavo all'Assessore che ho un archivio fotografico e video a disposizione della Magistratura in caso di incidenti (auguriamoci non mortali...), e che mi auguravo di non arricchire l'archivio. Ieri, ad un giorno dedicato alle vittime del lavoro, 3 morti: due a Latina ed uno in Sicilia. Per chi non l'avesse letto e per promemoria all'Assessore scrivo qui l'appello di Giorgio Napolitano dedicato all'altro ieri: 'Riflettere su quante vittime e quanti infortuni potrebbero essere evitati con una sempre più efficace azione di prevenzione e con la rigorosa e puntuale applicazione delle norme tecniche ed organizzative già oggi disponibili'. Mi auguro che l'appello di Napolitano venga accolto dall'Assessore, almeno quello, visto che il mio così poco incisivo (sono un uomo qualsiasi...) non è riuscito ad allarmarlo. Abbia pazienza, signor Bellini, ma quando una strigliata ci vuole... ci vuole, indipendentemente a chi è diretta. (Ne ho avute nella mia vita amministrativa a Torino, e mi sono servite e mi servono...)".

Alfredo Schiavi



martedì 13 ottobre 2009

Casinò di panna smontata

Qualche giorno fa, insieme ad un’amica, ho fatto anche io la turista nella mia Sanremo Mi piace ammirare la città come se la vedessi per la prima volta. Passeggio lentamente, osservo le facciate, gli scorci, i vicoli e di solito concludo la passeggiata di fronte Casino che spicca alto, bianco, maestoso, dietro imponenti palme. Immagino lo stupore di chi lo vede per la prima volta. Quel giorno, però, qualcosa non mi tornava: per un attimo ho pensato a un calo di vista, o a uno strano gioco del sole. Dov’era finito tutto quel bianco? Proprio in quel momento, la mia amica mi ha chiesto: “ti piace il nuovo colore del casino?” Non le ho risposto subito. Ero troppo interdetta. Sto sognando? – Le ho detto, dopo un pò, guardando quel colore panna sporco – sarà provvisorio! Non possono veramente pensare di lasciarlo così! . “No, no!” – mi ha risposto lei –lo lasciano così, sostengono che questo sia il colore Liberty riginale”.

Ieri ci sono tornata per rivederlo e magari convincermi ad apprezzarlo. Non ci riesco. È proprio brutto. Mi rendo conto che per i sanremesi questo non sia un problema impellente. Alla gente interessa parlare di sicurezza, immigrazione, disoccupazione. Giusto. Ma io penso che Sanremo, proprio perché è Sanremo, abbia di fronte ai turisti il dovere di conservare la sua bellezza e una delle bellezze per cui affrontano il viaggio è appunto il Casinò, uno dei simboli. Sanremo appartiene soprattutto ai sanremesi, i quali hanno, a mio parere, il diritto di essere consultati su decisioni così importanti come l’aspetto estetico della città. Un giorno potrebbero decidere senza consultarci di dipingere di fucsia la Chiesa Russa perché magari era il colore originale (dei mattoni?).

Marisa D’Aloisio