mercoledì 26 agosto 2009

ACCADDE A BUSSANA ALLA FESTA DEL PD


Sono qui per raccontare,
non di qualche losco affare,
ma di un fatto singolare
avvenuto su a Bussana
l'altro fine settimana.

Alla festa del PD
tutti pronti ad aspettare
che Fassino lì per lì
certo sta per arrivare
ma... si sparge già la voce
di una cosa invero atroce:
pare, al meteo, abbian previsto
soffi un vento giammai visto.

La notizia vola presto
e anche il capo lesto lesto
corre, sbotta preoccupato
“Che succede se cucino
e il vento porta via Fassino?
Presto funi! E anche zavorre!
Tu, Gianenzo, se c'è posto
st'attaccato al piede destro”
Lui risponde mentre corre
“Certo capo! Sono tosto!”

Ecco arriva ora Fassino,
magro ossuto ed esilino
e comincia già a parlare
nel pericolo incombente,
tutti pronti a intervenire
con le funi e le zavorre.
La tragedia è già imminente,
c'è chi piange e c'è chi corre...

Ecco i prodi matuziani
...Prodi?.. Ma …. e Marino? …. e Bersani?
.. Li hanno già dimenticati
per parlar di Cofferati
“La Mozione non si tocca!”

Tutti uniti nella lotta,
le bandiere a sventolare
per creare un po' di vento
ma non basta, e giù a soffiare
con il fiato... che portento!!

Soffia, soffia e, a dir il vero,
quel Fassino leggerino
incomincia a prender quota
e nel cielo ruota... ruota....
e sparisce assai lontano
salutando con la mano.

Ora resta solo Manti
ma ecco! ...Tuoni, fulmini e saette
Si apre il cielo! E tutti i santi
se lo prendono a braccetto
per portarlo su altre vette
e gli fan fare un giretto.

E così finì la storia
dando un senso singolare
dibattuto fra la “gloria”
e il “gettatelo a mare”

sabato 22 agosto 2009

BUGIE SULLE DONNE

Al grido di "TREMATE, TREMATE...." un sedizioso (e alquanto bellocce) gruppo di donne di Sanremo, si è riunito per mettere a fuoco (nel vero senso della parola, benzina e accendini alla mano) alcune decisioni che il governo dei maschi fallocratici italiani, sta cercando di imporre sulla somministrazione della pillola abortiva. Senza lasciarsi intimidire dal torrido caldo estivo, hanno acceso un falò sulle bugie e sull'intromissione dello straniero. A nulla è valso l'intervento dei VVF. Le fiamme stanno devastando le menti maschiliste di chi crede che le donne non possano decidere per loro e, cosa ben più grave, ci sono nuovi focolai in tutta la provincia.

Il 31 luglio 2009 l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha autorizzato l’uso in Italia del Mifepristone, denominazione sperimentale RU-486, con l’obiettivo di offrire un metodo meno traumatico in caso di interruzione di gravidanza.

Le prime referenze sull’efficacia di tale farmaco, esistono da più di vent’anni e sono confermate dalla diffusione di “RU-486” come strumento consolidato di pratica clinica a livello mondiale che ha lo scopo di migliorare le condizioni in cui le interruzioni di gravidanza vengono effettuate, come del resto esplicita la stessa legge italiana 194/1978 all’art. 15: “Le Regioni, d'intesa con le università e con gli enti ospedalieri, promuovono l'aggiornamento del personale sanitario sull'uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza”.

In Italia la confusione nasce dall’informazione parziale portata dai media , dai giornali, ma anche dallo Stato Vaticano che interferisce, come sempre, nelle scelte dello Stato Italiano con argomenti che non aprono dibattiti costruttivi sulle questioni etiche e morali ma semplicementeli chiudono con dogmi, (peraltro mutevoli nel corso dei secoli) che conducono le donne in un percorso di repressione psicologica e svilimento personale.


Dovremmo invece considerare il metodo farmacologico un’opzione fornita dal servizio sanitario di un paese civile e un diritto della donna di poter scegliere un metodo meno invasivo e traumatico della pratica chirurgica, così come accade negli altri Paesi d'Europa.

In Francia il farmaco ha compiuto 20 anni, venne messo in commecio nel 1988. In Gran Bretagna due anni dopo, in Spagna nel 1994, in Germania nel 1999. Gli altri paesi in cui è attualmente utilizzata sono: Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia,Grecia, Lettonia, Norvegia, Paesi Bassi, Slovenia, Svezia, Ungheria. E' in via di approvazione definitiva in Portogallo e Romania.

Peraltro, con la proposta fatta in Italia di regolamentare l’assunzione del farmaco imponendo un

ricovero ospedaliero di tre giorni, vista la scarsità di posti letto nelle strutture ospedaliere nazionali, si corre il rischio che la paziente abbia già oltrepassato

il limite (49° giorno) entro cui è possibile intervenire con la RU-486 vanificando così l’introduzione di questa importante terapia per la salute della donna.



Le donne esprimono forte perplessità sulle modalità proposte per l’assunzione del farmaco e sullo svilimento morale con cui stampa e televisione stanno trattando l’argomento.

Ancora una volta bugie e mancanza di chiarezza.

Diamo voce alla nostre storie, alla nostre vite, alla nostra autodeterminazione




giovedì 20 agosto 2009

Zoccarasta

Prima una sventagliata di provvedimenti anti immigrati, per evitare che qualcuno pensasse che la nuova amministrazione non fosse proprio di destra destra: divieto di panchina e di gelato, chiusura dei call center alle 19,30, persino divieto di parabola in nome di un sadismo futile e inefficace. Poi la proposta altrettanto fatua di una ronda mista formata da italiani e senegalesi. La solita mossa tutta simbolica e senza sostanza che è altrettanto tipica di una destra che cerca di scontare la realtà con l'aria fritta.
I senegalesi che probabilmente non sono abituati a questa dialettica dei "segnali" sono rimasti sconcertati perché oltre a lavorare e ad avere poco tempo per dilettarsi nel rondismo, temono che accettando si mettano automaticamente contro le altre comunità di extracomunitari e non accettando facciano la figura di chi non tiene alla legalità. Almeno così la pensa Ale, sarto proveniente dal Paese africano, ma ben integrato nella realtà di Sanremo. Secondo Iba, altrorappresentante della comunità la proposta della ronda mista e magari della possibile, eventuale futura creazione di un mercatino etnico è destinata ad avere effetti del tutto contrari a quelli ipotizzati. Per lui tutto questo non farà che integrare meglio chi lo è già ed emarginare ancora di più chi non lo è, con effetti imprevedibili, ma comunque negativi.
Forse il sindaco e l'amministrazione farebbero bene ad ascoltare la saggezza dei diretti interessatiprima di produrre idee potenzialmente devastanti. Ammesso che mai si faccia una ronda mista con i rappresentanti di una sola comunità, si metterebbe in piedi uno strumento ideale per scatenare risentimenti e frizioni etniche in una città turistica che avrebbe bisogno di progetti e non di tensioni create dal nulla. Ma si sa i bambini scherzano col fuoco, senza rendersi conto dei pericoli.
Probabilmente l'ultima proposta del sindaco è solo una strizzatina d'occhio ai commercianti: se mettiamo i senegalesi nella ronda, possiamo arginare i loro connazionali che vendono griffe false nei giorni di mercato. Davvero un'idea stramba: molti di quelli che aprono il loro mini bazar per strada provengono da Genova e sono assai poco interessati a quanto fanno i "fratelli" che risiedono stabilmente a San Remo. Ma comunque sia, in questo modo l'amministrazione ammette di non essere in grado di controllare i venditori abusivi, i clienti: la faccia feroce spesso si accompagna alla debolezza. Di cuore e di testa.

lunedì 17 agosto 2009

Birra a Ferragosto

Ti rifugi in un bar per sfuggire al caldo e a quel denso sentore di folla dell'inevitabile Ferragosto. Nei riflessi dei bicchieri si avverte il blu del mare e il pastoso colore della sabbia, com'è giusto perché il locale sfiora la spiaggia quel tanto che serve a mettere un piede nel rito collettivo. Chiedo una birra e così mi iscrivo automaticamente al club dei senza crema solare rappresentato, oltre a me, da un tizio con pancetta che esprime una pinguedine desolata. Mi guardo attorno e chiedo alla barista se c'è meno gente degli altri anni, chissà che parlando non dimentichi di averla solo lei. A volte capita. "Più o meno come l'anno scorso" - risponde.
"Se non altro, non c'è stata un'altra diminuzione" - dico in automatico chiedendomi come far decollare la conversazione.
Però a sopresa ho ridato vita al tizio che divide con me il locale. "Quest'anno c'è più ordine" dice dalla sua postazione all'altro lato del banco.
"Ordine? In che senso?"
"Non si può più andare in giro a torso nudo, non si possono mangiare gelati o panini in piazza seduti sulla fontana o sulle panchine, niente panni stesi fuori delle case."
"Ma è estate, mica siamo in caserma" - rispondo.
"L'ordine ci vuole sempre. Dà Decoro. E in questa città mancava l'ordine da 70 anni".
Voilà le fasciston proprio io dovevo beccarlo qui dentro. Bevo un sorso e cerco di calmarmi.
"Qui però vengono tanti anziani, magari un gelatino se lo farebbero volentieri. Che c'è di male?"- faccio
"Possono sempre prenderlo seduti ai tavolini dei bar"
"E che differenza fa? Sempre sempre gelati o panini mangiano. dov'è la differenza? Ah si c'è la differenza, pagano di meno. Capisco... il decoro è a tariffa".
"Dopo i 65 anni si può".
"Mi scusi, ma così è ancora peggio. Chi è che va a controllare i documenti e scaccia uno che magari ha 64 anni? Se la immagina una località turistica dove girano i vopos perchè non puoi mangiare un toast per strada? Francamente mi sembra una delle solite stronzate dette tanto per fare la faccia feroce"
Il tizio sobbalza sul trespolo. "Lo hanno fatto anche altrove e serve tra l'altro per evitare che extracomunitari ciondolino in piazza e allarmino la gente. Ordine ci vuole le dico".
"Una stronzata rimane tale anche se la fanno altrove. Dimostra soltanto che gli stronzi sono più del dovuto. E poi se si vuole attirare un po' di turismo non mi sembra questo il sistema. Ma contento lei..." Taccio sugli extracominutari altrimenti dovrei dirgli cosa penso di lui e del suo ordine, voglio soltanto bere una birra in santa pace.
Ma non ho bisogno di trattenermi più di tanto, il tizio pingue, tutto rosso per la rabbia repressa
paga e se ne va. Gesù, finalmente.
Mi rilasso e dico alla barista che si è defilata. "Proprio lo scemo del villaggio dovevo incontrare oggi".
"Lo scemo del villaggio? - fa lei - ma quello è il sindaco!"

giovedì 13 agosto 2009

CRONACA Sanremo i divieti di Zok e i Ribelli

SCOMPIGLIO IN PIAZZA COLOMBO dove oltre un centinaio di cittadini si sono incontrati fra l'ora della merenda e quella dell'aperitivo per protestare contro i, tristemente noti, divieti del nuovo sindaco.













RIPRENDIAMOCI LA PIAZZA , luogo di incontro spontaneo, di scambio, di aggregazione e discussione. Con questo spirito i manifestanti si sono pacificamente seduti sui bordi delle aiuole, bevendo e mangiando, hanno steso maglie, mutande, indumenti vari e cartelli su fili appositamente tesi alle transenne.











Alla fine sono arrivati i vigili e c'è stato un momento di "tensione" quando hanno sequestrato le mutande stese. La folla ha allora rivendicato la proprietà delle mutande e, dopo qualche battibecco, le forze dell'ordine hanno ceduto consegnando il materiale, oggetto di contestazione
.





Al grido di AZZORRO!!! la gente si chiedeva "ma se ci togli anche la mutanda, sarà sicuro circolare per le strade di Sanremo? E non andremo contro qualche divieto?"