
Prima una sventagliata di provvedimenti anti immigrati, per evitare che qualcuno pensasse che la nuova amministrazione non fosse proprio di destra destra: divieto di panchina e di gelato, chiusura dei call center alle 19,30, persino divieto di parabola in nome di un sadismo futile e inefficace. Poi la proposta altrettanto fatua di una ronda mista formata da italiani e senegalesi. La solita mossa tutta simbolica e senza sostanza che è altrettanto tipica di una destra che cerca di scontare la realtà con l'aria fritta.
I senegalesi che probabilmente non sono abituati a questa dialettica dei "segnali" sono rimasti sconcertati perché oltre a lavorare e ad avere poco tempo per dilettarsi nel rondismo, temono che accettando si mettano automaticamente contro le altre comunità di extracomunitari e non accettando facciano la figura di chi non tiene alla legalità. Almeno così la pensa Ale, sarto proveniente dal Paese africano, ma ben integrato nella realtà di Sanremo. Secondo Iba, altrorappresentante della comunità la proposta della ronda mista e magari della possibile, eventuale futura creazione di un mercatino etnico è destinata ad avere effetti del tutto contrari a quelli ipotizzati. Per lui tutto questo non farà che integrare meglio chi lo è già ed emarginare ancora di più chi non lo è, con effetti imprevedibili, ma comunque negativi.
Forse il sindaco e l'amministrazione farebbero bene ad ascoltare la saggezza dei diretti interessatiprima di produrre idee potenzialmente devastanti. Ammesso che mai si faccia una ronda mista con i rappresentanti di una sola comunità, si metterebbe in piedi uno strumento ideale per scatenare risentimenti e frizioni etniche in una città turistica che avrebbe bisogno di progetti e non di tensioni create dal nulla. Ma si sa i bambini scherzano col fuoco, senza rendersi conto dei pericoli.
Probabilmente l'ultima proposta del sindaco è solo una strizzatina d'occhio ai commercianti: se mettiamo i senegalesi nella ronda, possiamo arginare i loro connazionali che vendono griffe false nei giorni di mercato. Davvero un'idea stramba: molti di quelli che aprono il loro mini bazar per strada provengono da Genova e sono assai poco interessati a quanto fanno i "fratelli" che risiedono stabilmente a San Remo. Ma comunque sia, in questo modo l'amministrazione ammette di non essere in grado di controllare né i venditori abusivi, né i clienti: la faccia feroce spesso si accompagna alla debolezza. Di cuore e di testa.
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